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Ente Bilaterale dell'Artigianato
per la Formazione e la Sicurezza

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La valutazione dello Stress Lavoro Correlato

Il 25% dei lavoratori europei dichiara di soffrire di stress sul lavoro.

L’Organizzazione della sanità prevede che, entro il 2020, la depressione diventerà la causa principale di assenza al lavoro.

Lo stress comporta danni sia nell’individuo (disturbi psicologici, fisici e del comportamento), sia per le aziende (bassa produttività, assenteismo, aggressività, maggiori infortuni).

Il Testo Unico per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro (Dlg. 81/2008) prevede che la valutazione dei rischi debba essere effettuata tenendo conto dei rischi da stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre del 2004.

Lo stress da lavoro correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro.

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato viene effettuata dal datore di lavoro che si avvale del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), con il coinvolgimento del medico competente e previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

La valutazione si articola in due fasi: fase preliminare e, nel caso in cui questa rilevi elementi di rischio stress, interventi correttivi.

Se dalla valutazione preliminare non emergono elementi di rischio stress tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà tenuto a darne conto nel Documento di Valutazione del rischio (DVR). Se, invece, gli interventi correttivi risulteranno inefficaci, si procederà alla fase di valutazione successiva, la cosiddetta valutazione approfondita la quale rileva la percezione soggettiva dei lavoratori attraverso strumenti come ad esempio questionari, interviste, focus group, etc.

La data del 31 dicembre 2010 deve essere intesa come data di avvio delle attività di valutazione, la tempistica e la programmazione potranno superare questi termini ma i tempi definitivi vanno indicati nel documento di valutazione.